
Come ottenere una temperatura ottimale per gli additivi utilizzati nel vetro
La maggior parte dei riscaldatori a infrarossi è semplicemente “generica”: emettono energia su una vasta gamma di frequenze. Il problema è che gran parte di quell’energia non arriva mai effettivamente all’interno del vetro; semplicemente rimbalza via.
Quando si aggiungono agenti chimici al vetro, il materiale cambia proprietà: inizia a “rispondere” a determinate frequenze di calore. Se il riscaldatore non è impostato su queste frequenze specifiche, si tratta soltanto di uno spreco di energia elettrica.
Trovare la frequenza ideale
Pensateci come a una radio: se siete sintonizzati su 90.1, ma la musica viene trasmessa su 105.3, non riceverete altro che rumore di fondo. Lo stesso vale per il vetro: se si utilizza una lampada a onde corte standard su un composto speciale, il calore rimane solo sulla superficie del vetro. Per risolvere questo problema, bisogna scegliere materiali emissivi appropriati e applicare strati protettivi che consentano di modificare la curva di emissione dell’energia. L’obiettivo è raggiungere quella frequenza esatta in cui gli additivi sono più sensibili al calore. In questo modo, il calore penetrerà davvero nel materiale, invece di limitarsi soltanto alla superficie.
I compromessi da accettare
Il problema è che, per ottenere questa precisione, bisogna rinunciare a una certa potenza di riscaldamento. Riducendo il raggio di irradiazione per concentrare l’energia su una frequenza specifica, non si riesce a trasmettere tanta energia quanto con una lampada a spettro ampio. È quindi necessario trovare un equilibrio: si ottiene una precisione elevata, ma si perde parte della potenza totale di riscaldamento. Per questo motivo, potrebbe essere necessario regolare la velocità del nastro trasportatore o prolungare il tempo di permanenza del vetro sotto l’effetto del calore. Ci vuole un po’ di tempo per impostare correttamente i parametri, ma i risultati ne valgono la pena.
Come utilizzare questi dispositivi
La cosa migliore è che non è necessario modificare l’intera linea di produzione per far funzionare questi dispositivi. Sono progettati per essere sostituiti direttamente alle lampade esistenti. Utilizzano lo stesso sistema elettrico, quindi basta sostituirle senza dover modificare l’intero pannello di controllo. Una volta attivati, noterete subito la differenza: il vetro diventa più omogeneo, con una temperatura interna uniforme e meno stress superficiali che possono causare crepe.
Un piccolo consiglio: fate attenzione ai ventilatori di raffreddamento. Poiché l’energia emessa è molto concentrata, le carcasse delle lampade possono diventare molto calde se il flusso d’aria viene bloccato. Assicuratevi che i ventilatori funzionino correttamente, e tutto funzionerà perfettamente.